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PRIMA TAPPA: PIAZZA PORTA NUOVA E CASTELLO

Pescosansonesco e un paese dell'entroterra abruzzese di 550 abitanti, posto tra il gran sasso e la maiella ad una altitudine di 540 metri slm. Il territorio si estende su una superficie di 18,4 kmq. Gran parte dei centro abitato è posto all'Interno del parco nazionale gran sasso e monti della laga con una magnifica vista sulla val pescara.

La generosità del clima,lo straordinario paesaggio e la lontananza soprattutto da ogni tipe di inquinante permettono una vivibilità sana e piacevole. Il paese è composto da due nuclei abitati principali,che distano poco meno di 2km l'uno dall'altro e da diverse contrade:Dogli,De contra e Colle della guardia.

in questo caratteristico e suggestivo luogo sono nati molti personaggi e tra questi meritano di essere citati il Beato Nunzio Sulprizio(1817-1836) e il poeta Alfredo Luciani(1887-1969).A proposito di quest'ultimo il celebre D'Annunzio,durante una visita al poeta pascolano/definì il paese come un nido di aquile,incredibilmente costruito sulla sommità di una rupe che sembra inaccessibile.

Festività patronali e paesane animano ogni anno Pescosansonesco e coinvolgono la popolazione:5 maggio festa de! Beato Nunzio,24 giugno festa dì san Giovanni Battista,15 agosto festa della Madonna dell'Assunta,nonché 13/14 agosto sagra della pasta alle erbe selvatiche, 15 agosto mostra di pittura estemporanea, 18 aprile raduno annuale ANMIl,2 maggio corsa ciclistica pescara/pescosansonesco.

Dopo tali nozioni generali ci spostiamo verso la rea ita storica dei borgo.Ciò che vedete è quel che rimane del castello di "PESCLUM", così chiamato perche situato sulla sommità di una roccia,edificato ad incastellato nel 983' dall'abate Adamo l°. Ma ben presto passò nelle mani delia famiglia dei Sansoneschi, famosa nella valle sulmonese e proprietari di una vasta zona denominata appunto terra sansonesca comprendente gli attuali paesi: Castiglione a Casauria, Pietranico, Torre dei passeri, Corvara e naturalmente Pesclum a cui viene aggiunto sansonesco dal nome dei possessori. Le aristocrazie locali conflissero a lungo per il predominio sul territorio casaurensie dei quale pesco e il suo castello facevano parte,finche l'avvento dei normanni del 1061 pose fine ai conflitti. Dal 1254 pesco diventa per lungo tempo possedimento dei Cantelmo provenienti dalla Provenza al seguito di Cario D'Angiò. Poi la proprietà de! castello passo a Fabio D'Afflitto e successivamente alla famiglia teatina di Muzio Spirano. Nel 1700 pesco diventa Baronia e i teatini Valignani ne acquisiscono la proprietà fino alle vicende unità d'Italia (1861) .

Anche se dell'importante castello di tanti anni fa restano solo i ruderi (ma ancora visibili i torrioni), possiamo ammirare il bellissimo portale d’ingresso (attualmente intatto come una volta) nelle mura di cinta della Basilica di San Clemente a Casauria forse per motivi di conservazione. Sul portale sono sistemati ancora lo stemma del Cantelmo con il leone rampante e una epigrafe scritta in latino che inneggia a Ludovico re dei Franchi.

Da non dimenticare che nel 1917 ci fu un terremoto che iniziò a creare problemi di stabilità alla roccia: il disastro culminò nel 1934 con la frana che costrinse la popolazione ad abbandonare la zona. Il vecchio paese fu ricostruito nell'attuale Pescosansonesco Nuovo. A riguardo la tradizione vuole che durante l'accaduto la maggior parte della popolazione si trovasse all'interno della chiesa di San Nìcola (prossima tappa) collocata in una zona non interessata dalla frana, per la celebrazione della santa messa.

 (NB: ricorda frana dicembre 2008 ed attuale ristrutturazione all'interno dell'antico borgo).

 

SECONDA TAPPA: CHIESA DI SAN NICOLA

La chiesa è situata nella parte meridionale del paese al di fuori del centro abitato.

E’ un edificio in pietra, molto interessante, a navata unica e con abside semicircolare rivolto verso ­la valle, mentre il portale d'ingresso è rivolto verso il borgo sovrastante, a cui viene collegato da apposita viabilità fino alla seconda porta d'accesso al paese, chiamata appunto "porta san nicola".

La costruzione risale alla fine del 12° secolo. Nel 15° secolo viene aggiunto alla chiesa di S.Nicola il campanile a vela centrale, una caratteristica della scuola casauriense che si può riscontrare anche nel portale in cui si possono osservare capitelli con pregevoli rilievi, foglie intrecciate e palmette. All'Interno resti di affreschi raffiguranti S.Silvestro e S.Andrea, a testimonianza che inizialmente la chiesa era a loro dedicata.

 

TERZA TAPPA: CHIESA SANTA MARIA IN BLESIANO

Tragitto verso pesco nuovo: alla vostra sinistra il rilievo della Queglia 995 mt. Località ove nei 90 a.C. sarebbe avvenuto il giuramento degli italici in rivolta contro Roma nella famosa guerra sociale. A sostegno di questa tesi il rinvenimento di una moneta in argento (conservata nella biblioteca nazionale di Parigi) sulle cui facce sono riprodotte la scena del giuramento e l'immagine di una donna con la scritta ITALIA. Inoltre in questa zona agli inizi degli anni '80 è stato riscoperto un antico santuario pagano dopo una serie di scavi archeologici gestiti dalla Soprintendenza ai Beni culturali(Andrea Staffa). CHIESA SANTA MARIA IN BLESIANO

 

QUARTA TAPPA: BARONATA 15 min + RIFUGIO VALLE GRANDE 30 min

 

QUINTA TAPPA: CHIESA EX CONVENTUALE DI SANTA MARIA  COLL'ANGIOLI

La chiesa della madonna degli angeli sorge ad una certa distanza dal centro abitato In una posizione isolata e porta la data del 1531 scolpita sul portale. Dall'iniziale cappella dedicata alla Vergine, a seguito di un evento miracoloso del 15'sec (EVENTO MlRACOLOSO: su questo colle era stato udito un coro di angeli cantare le lodi alla Madre del Salvatore, da qui il nome Coll’Angioli o Colle degli angeli) si passò alla chiesa di impianto cinquecentesco ed alla progressiva edificazione del convento da parte dei francescani del terzo ordine regolare. Questi hanno lavorato in questo luogo con passione. Spandendo lo spirito di Francesco D'Assisi fino agli inizi del secolo scorso quando costretti dalle leggi napoleoniche, lo dovettero abbandonare.

La chiesa risulta chiusa e viene data la disposizione per sopprimere le tre campane. Dopo vari passaggi durante il periodo della prima guerra mondiale (1915-18), il convento fu adibito a ricovero per i prigionieri di guerra; nel 1930 crollò il tetto e l’intero edificio cadde in una fase di deterioramento. Nel 1948, per volere comunale, fu ricostruito li tetto ed effettuate opere di ristrutturazione generale. Purtroppo negli anni 70 si verificarono altri crolli strutturali e l'edificio fu abbandonato. Negli anni 80 la comunità montana vestina acquistò la chiesa ex conventuale provvedendo alla ristrutturazione dell'intero edificio.

 

SESTA TAPPA: FONTE ROMANA

La fonte romana è collocata nella località villa delle grazie e il termine romano deriva in questo caso da quelle germanico "Harimann": nuila a che vedere con i romani quindi, bensì con la presenza longobarda. Alcune testimonianze locasi affermano che la fontana fino ai primi dell’ 800 fosse collocata nella località detta “Vallone” (sotto grotta con bandiera).

Di chiara fattura cinquecentesca la fontana deve l'attuale sistemazione architettonica ad interventi di ulteriore valorizzazione in epoca moderna. Ad avvalorare tale tesi l'iscrizione RICOSTRUITA DURANTEIL REGNO D'ITALIA al di sopra del bifronte mascherone centrale. La fonte si compone di una lunga vasca centrale e due laterali che fungono da lavatoi-abbeveratoi. La vasca centrale dal bordo di pietra riceve acqua da nove mascheroni dai volti umani. In sommità della parete due guglie simmetriche dalla forma piramidale e al centro due conci di pietra disposti a gradoni. Le acque della fontana sono raccolte nel lago che si trova sul retro.

Qui spesso si recava il Beato Nunzio Sulprizio: la sua piaga aveva bisogno di continua pulizia e Nunzio si trascinava fino alla fonte, ma la gente del paese lo scacciava temendo che potesse infettare le acque. Così doveva trascinarsi con le stampelle ad un'altra sorgente fuori dal paese sulla quale oggi sorge il Santuario, la nostra prossima tappa.

 

SETTIMA TAPPA: SANTUARIO SAN GIOVANNI BATTISTA

L'attuale edificio è stato realizzato ex-novo negli anni '90 a sostituzione del precedente complesso. Esso ospitava la cappella del Sacro Cuore, costruita ancor prima della beatificazione di Nunzio Sulprizio in suo onore, e la parrocchia di san Giovanni Battista. Quest'ultima era qui stata trasferita in seguito alla frana del 1934.